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Non troverai mai arcobaleni se guardi in basso, diceva Chaplin. Ed è per questo che scelgo di tenere lo sguardo alto, anche quando la vita prova a sottrarre affetti o certezze. Ho imparato l’arte di vincere tra le mie sconfitte, rialzandomi ogni volta con una saggezza nuova e una grinta feroce: quella di restare fedele a me stesso.
Il mio sorriso non è uno scudo, ma una scelta consapevole di condivisione. Credo che mostrare le proprie fragilità sia il punto più alto della nostra essenza umana. Cammino secondo la mia natura, senza paura, con l'unico, sacro obiettivo di essere felice e di onorare ogni passo di questo straordinario viaggio.



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Viviamo in un'epoca che ha imparato a diffidare del fuoco. Chiamano squilibrio ciò che è passione. Chiamano ingenuità ciò che è visione. Hanno costruito altari alla prudenza, templi alla mediocrità gestita, e lì dentro bruciano ogni giorno i migliori anni di esistenze mai davvero vissute. Ma come fai? Come fai a vivere con l'anima castrata? Conosco quella sensazione — il cuore che impazza nel petto come un animale che ha visto l'orizzonte. Quella certezza fisica, viscerale, che qualcosa di grande sta per accadere, che quella cosa verrà tra le tue braccia, che il mondo sarà diverso domani mattina. Non è follia. È la forma più alta di lucidità che un essere umano possa toccare. La fantasia non è fuga dalla realtà. È la realtà che non è ancora arrivata. Sei su quella recinzione adesso? Sento il tuo equilibrio precario, il vento che ti spinge da entrambi i lati. Hai paura di scegliere il lato sbagliato. Bene. Sceglilo lo stesso. Perché l'unica caduta imperdonabile non è que...