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Mentre alcuni connazionali, da molti anni si affannano a dipingere Dubai come l'unico Eden possibile, deridendo l’Italia come un relitto per "poveri mortali", sorge spontanea una domanda all'alba odierna: non era forse quello il regno dell’invincibilità e della sicurezza? Il paradiso dorato riservato solo a chi macina visualizzazioni e "successi" digitali?

​La realtà è ben più amara. Dietro quei filtri patinati non vedo talento, ma un vuoto etico profondo. Quello che spacciano per "libertà" è spesso solo il frutto di un’evasione fiscale elevata a sistema e di uno sfruttamento spietato della fragilità altrui per il mezzo delle piattaforme social. È una narrazione tossica che avvelena l’anima dei nostri giovani, inducendoli alla depressione e al senso di inadeguatezza per non poter raggiungere standard... che semplicemente non esistono!
​Le vite ostentate in quegli Emirati sono vite in prestito. Sono recite a soggetto, tutte uguali, prive di quella fantasia e di quella profondità che hanno reso grande la nostra cultura e che definiscono un individuo.
​La vita vera contempla il fallimento, la caduta e la fatica. La dignità si misura nella capacità di rialzarsi, non nel numero di auto di lusso a noleggio o nelle cene sfarzose.
​Contro l’effimero luccichio del deserto, rivendico il valore di ciò che è radicato. Rivendico il senso di una passeggiata sulle nostre montagne o il sudore di un turno di volontariato sociale. Queste sono le azioni che lasciano un segno indelebile, che costruiscono comunità e che onorano il nostro Paese.
​Costruire un futuro non significa scappare verso paradisi artificiali, ma avere la visione e il coraggio di migliorare la terra che ci ha dato i natali.
​A chi ha scelto l’illusione e il disprezzo per le proprie radici: buona permanenza nel vostro recinto dorato. Io resto qui, a vivere la realtà con buoni pensieri e buone azioni.

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Viviamo in un'epoca che ha imparato a diffidare del fuoco. Chiamano squilibrio ciò che è passione. Chiamano ingenuità ciò che è visione. Hanno costruito altari alla prudenza, templi alla mediocrità gestita, e lì dentro bruciano ogni giorno i migliori anni di esistenze mai davvero vissute. Ma come fai? Come fai a vivere con l'anima castrata? Conosco quella sensazione — il cuore che impazza nel petto come un animale che ha visto l'orizzonte. Quella certezza fisica, viscerale, che qualcosa di grande sta per accadere, che quella cosa verrà tra le tue braccia, che il mondo sarà diverso domani mattina. Non è follia. È la forma più alta di lucidità che un essere umano possa toccare. La fantasia non è fuga dalla realtà. È la realtà che non è ancora arrivata. Sei su quella recinzione adesso? Sento il tuo equilibrio precario, il vento che ti spinge da entrambi i lati. Hai paura di scegliere il lato sbagliato. Bene. Sceglilo lo stesso. Perché l'unica caduta imperdonabile non è que...